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Carlos Fuentes, Gli anni con Laura Diaz

Ogni passo che facevo (alla cieca, a causa della prolungata oscurità, perché il mio unico occhio era la macchina fotografica, perché ero un moderno Polifemo con l’occhio destro incollato al monocolo della Leica e l’occhio sinistro chiuso, cieco, con la mano sinistra tesa come la zampa di un cane poliziotto, avanzando a tentoni, con i […]