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Piccole donne, di Louisa May Alcott

Giulio Einaudi Editore

Traduzione di Luca Lamberti

— Natale non sarà Natale senza regali, — brontolò Jo, stesa sul tappeto.

— Brutto guaio essere poveri, — commentò con un sospiro Meg facendo scivolare lo sguardo sul suo vecchio vestito.

— È un’ingiustizia, dico io, che tante ragazze abbiano un sacco di belle cose e altre niente, — aggiunse la piccola Amy, tirando su col naso per il dispetto.

— Abbiamo il papà e la mamma, però, e ciascuna di noi ha tre sorelle, — disse Beth dal suo angolino con aria soddisfatta.

Le sagge parole della ragazzina rischiararono i quattro giovani visetti su cui guizzava a tratti il riverbero del fuoco acceso nel caminetto, ma subito le espressioni tornarono a incupirsi quando Jo riattaccò in tono amaro: — Veramente il papà non ce l’abbiamo, al momento. E non lo avremo per molto tempo ancora.

Non disse «forse mai più», ma quel pensiero passò lo stesso nella mente di ognuna di loro perché il papà era lontano sui campi di battaglia.

Per qualche istante nessuna parlò, poi Meg disse con un altro tono: — Il motivo per cui la mamma ci ha detto di non comprare regali di Natale lo conoscete bene: quest’inverno sarà duro per tutti e non sarebbe giusto spendere soldi per acquisti superflui mentre i nostri soldati al fronte soffrono i disagi della guerra. Noi non possiamo fare molto per aiutarli, ma un piccolo sacrificio dovremmo essere felici di farlo, no? Magari felici no, almeno per quel che mi riguarda…

E Meg scosse la testa come a rimpiangere tutte le belle cose che le sarebbe piaciuto avere.

— Non credo che il poco che potremmo comprare coi nostri soldi servirebbe a molto, — osservò Jo. — Disponiamo di un dollaro a testa e non credo che all’esercito ne verrebbe gran che. Sono d’accordo che né la mamma né voi mi facciate regali, ma io voglio comprarmi Ondine e Sintram: è una vita che aspetto di leggerlo, — aggiunse Jo che era un’appassionata divoratrice di romanzi.

— Io contavo di usare il mio per comprare qualche nuovo spartito, — disse Beth con un sospiro a cui nessuno fece caso a parte la spazzola del caminetto e la presina.

— A me serve una scatola di matite colorate della Faber, mi servono assolutamente, — dichiarò Amy tassativa.

— La mamma non ha minimamente accennato ai nostri risparmi, — osservò Jo studiandosi con aria virile i tacchi delle scarpe. — Sono sicura che non vorrebbe che rinunciassimo proprio a tutto. Quindi ognuna spenda il suo dollaro come meglio crede e per un po’ spassiamocela. Abbiamo lavorato abbastanza da meritarcelo.

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