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Il “Lazarillo de Tormes” e le difficoltà lessicali in traduzione

Ecco la traduzione dell’ultimo brano del corso dallo spagnolo, tratto da “Lazarillo de Tormes”. Buon confronto!

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Ritengo giusto, io, che cose di tanta importanza, e magari mai viste né udite, giungano alla conoscenza di molti e non rimangano sepolte nella tomba dell’oblio, poiché può darsi che qualcuno, leggendole, trovi qualcosa di suo gusto, e che dilettino chi non approfondisca troppo. A questo proposito Plinio dice che “non c’è libro, per cattivo che sia, che non abbia in sé qualcosa di buono”; soprattutto se si considera che non tutti i gusti sono uguali, e ciò che a uno non piace può sembrare prelibato a qualcun altro; così vediamo che cose disprezzate da alcuni non lo sono affatto da altri. Da ciò deriva che nulla dovrebbe essere buttato via o lasciato andare in rovina, a meno che non fosse assolutamente detestabile, ma anzi dovrebbe essere comunicato a tutti, specialmente qualora non fosse di alcun pericolo e, al contrario, se ne potesse trarre un qualche frutto. Se non fosse così, infatti, ben pochi scriverebbero solamente per uno, perché non lo si fa senza fatica, e quelli che lo fanno vogliono essere compensati, non con denaro, ma con la speranza che le loro opere siano conosciute e lette e, se lo meritano, lodate. E a questo proposito Tullio dice: “La gloria dà vita alle arti”.

Chi mai pensa che il soldato in testa all’assalto delle mura sia quello che maggiormente odia la vita? No, certo, è la brama di elogi che lo spinge ad esporsi al rischio; ed è questo ciò che succede nelle arti e nelle lettere. Predica assai bene il giovane teologo, ed è uomo che desidera molto il giovamento delle anime; ma chiedete al molto reverendo se si dispiace quando gli dicono: “Oh, reverendo, che magnifica predica!”. Aveva corso malissimo alla giostra l’eccellente signor Tizio, e ha regalato una sua camicia al giullare che lo elogiava per aver dato così bene di lancia: che avrebbe mai fatto se fosse stata la verit…?

E tutto funziona nello stesso modo; così, pur confessando di non essere più bravo dei miei concittadini, non mi dispiacerà che queste mie bagattelle, che scrivo con stile tanto grossolano, vengano a conoscenza di tutti coloro che possano trovarci un qualche motivo di piacere o di divertimento, vedendo come un uomo possa vivere pur tra tante disgrazie, pericoli e avversità.

(Traduzione di Giuseppe Mercurio)

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